Il progetto e le scelte tecnologiche

Il progetto di allestimento delle cinque sale espositive per mostre temporanee risale al 2012, quando l’archivio dei fondi storici in esse contenuto, fu fisicamente annesso alle collezioni della fototeca al primo piano. La realizzazione è avvenuta in due lotti, il primo da agosto ad ottobre 2012 ed il secondo da gennaio a maggio 2013.

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Le caratteristiche tipologiche dell’edificio, nato con una diversa destinazione d’uso, hanno posto una serie di vincoli progettuali per l’adattamento di alcuni ambienti  a spazi espositivi da affiancare alla grande sala allestita come mostra permanente di una selezione di macchine ed attrezzature fotografiche. Il primo passo è stato quello di collegare tutti gli spazi con  un percorso unidirezionale. A tal fine è stato realizzato un nuovo ingresso, destinando ad uscita il preesistente accesso alla sala delle macchine. Sono state create due zone filtro tra gli spazi espositivi e l’esterno con la realizzazione  di  due bussole con porte automatiche.

Inoltre la rimozione della tamponatura di un vano porta  tra la sala d’ingresso e quella degli apparecchi fotografici ha consentito il  collegamento diretto tra le due sale.

Se gli interventi murari  sono stati per forza di cose di modesta entità, particolare attenzione è stata dedicata allo studio del nuovo impianto di illuminazione, che si configura come l’elemento qualificante del nuovo allestimento. L’impianto preesistente era costituito da faretti con lampade dicroiche da 50 W,  incassati secondo una maglia regolare nel controsoffitto di tutte le sale. Nella sala  degli apparecchi fotografici erano inoltre presenti due binari con faretti posti nel senso longitudinale. L’effetto prodotto, se poteva essere genericamente accettabile per un’illuminazione indifferenziata delle sale era del tutto inadeguato ai fini espositivi.

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La soluzione adottata ha privilegiato l’illuminazione uniforme delle pareti espositive, “wall-washer”, in grado di  favorire la continuità visiva tra le opere esposte, indipendentemente dal loro numero e dimensione. Altra scelta strategica, legata ai principi di tutela del patrimonio fotografico, nonché di contenimento del consumo energetico, è stata l’adozione di sorgenti luminose a Led ad alta potenza ed elevato comfort visivo.  Infatti pur soddisfacendo l’esigenza di una buona fedeltà nella riproduzione dei colori  delle opere esposte, il flusso luminoso è privo di raggi infrarossi ed ultravioletti  consentendo anche una sensibile riduzione dei consumi energetici.

L’illuminazione sulle opere è fornita da proiettori  wallwasher “Light-board” della ERCO  1x13W temperatura colore 4000 k, natural white, alloggiati su apposito binario elettrificato. Nello stesso binario sono alloggiati i tubi fluorescenti da 54 W con funzione di luce generale indiretta e lampade di emergenza.

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Il sistema di illuminazione è gestito da un impianto domotico con protocollo Konnex facilmente regolabile da un  touch panel posto nella sala 1 vicino al desk. Ogni gruppo di alimentazione è dimmerabile con continuità dal 100% all’1% senza effetti negativi su caratteristiche come la tonalità della luce, la resa cromatica o la durata utile dei LED ed è quindi in grado di rispettare i parametri di lux richiesti secondo la tipologia delle opere da esporre. La regolazione è possibile anche parete per parete. Al di fuori del sistema è possibile la regolazione manuale del singolo apparecchio.

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Nel 2014 è stato installato un sistema di rilevazione e registrazione continua dei dati termoigrometrici nelle sale 1, 2, 3, 4, 6 , fondamentale poiché la stabilità delle opere esposte subisce l’influenza delle condizioni microclimatiche dell’ambiente. Nel Museo il monitoraggio è svolto da 7 sonde che registrano la temperatura e l’umidità relativa dei diversi ambienti ogni 30 minuti e inviano i dati ad un server consultabile online. Ciò consente il controllo in remoto delle condizioni microclimatiche e di poter svolgere le elaborazioni necessarie per la valutazione degli accorgimenti da adottare in caso di necessità. Le elaborazioni sono svolte a cura del Gruppo di lavoro per l’indirizzo metodologico nell’ambito delle discipline della conservazione delle collezioni fotografiche ICCD.

La misurazione della quantità dei lux sulle singole opere esposte avviene con strumentazione portatile in dotazione dell’ufficio in modo da tarare l’intensità secondo le necessità conservative e di verificare la corretta applicazione.

Tutte le sale sono dotate di segnaletica di emergenza.

Uscite d’emergenza: entrambe le porte automatiche presenti nelle sale espositive sono dotate di sistema meccanico di apertura a battente a spinta. In caso di emergenza è possibile aprire le ante delle porte, in qualsiasi posizione esse si trovino, nella direzione dell’esodo con una semplice spinta esercitata sulle ante stesse. L’impianto di rilevazione fumo è stato integralmente rinnovato nel 2013.

Per ogni sala i rilevatori sono alloggiati nel controsoffitto in posizione baricentrica. L’impianto è a due zone con allarme locale acustico e visivo nelle sale, nella portineria dell’ICCD e nella sala controllo remoto gestita da Istituto di vigilanza esterno 24 ore su 24.

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Ogni sala è dotata di estintore portatile da 6 kg, le sostanze estinguenti utilizzate sono del tipo a polvere ABC e CO2, ogni elemento è evidenziato da un segnalatore luminoso attivo in caso di emergenza. Sul portico di accesso è presente anche un estintore carrellato a polvere da 30 kg.

Le sale espositive sono dotate di 12 telecamere a colori per riprese televisive a circuito chiuso provviste di sensore CCD 1/3” Sony ad ampio angolo di apertura e con visione anche in notturno a IR e videoregistratore DVR 16CH in tempo reale.

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Sensori volumetrici di movimento installati nei luoghi di passaggio collegati con la portineria dell’ICCD e Istituto di vigilanza esterno.

Risorse tecnologiche per contenuti multimediali:

Proiettore blu ray 3D situato nella sala 1 provvisto di collegamento diretto alle unità esterne di memoria tramite USB per la proiezione di immagini e filmati

Il museo è cablato con 13 punti rete collegati alla rete LAN ad alta velocità dell’ICCD da 1GB.

 

L’impianto di rilevazione fumo è stato integralmente rinnovato nel 2013.

Per ogni sala i rilevatori sono alloggiati nel controsoffitto in posizione baricentrica. L’impianto è a due zone con allarme locale acustico e visivo  nelle sale, nella portineria dell’ICCD e nella sala controllo remoto gestita da Istituto di vigilanza esterno 24 ore su 24.