Museo

 

“Come un buon artigiano d’altri tempi, affezionato ai propri utensili, ‘cimeli’ della propria professionalità, il GFN ha conservato, in parte notevolissima, il proprio patrimonio di dotazioni tecnologiche, preservandolo anche da quegli atti di burocratica ‘dismissione’ inventariale che ne avrebbero comportato la distruzione. Si è venuta così costituendo, per lenta sedimentazione e, inizialmente, per motivi che non esiterei a definire affettivi anziché orientati su un preciso disegno, una raccolta di apparecchi fotografici e di accessori assai cospicua comprendente anche alcuni esemplari d’una certa singolarità e divenuti veramente rari.”

(O. Ferrari, Presentazione, in M.T. Contini, “Strumenti fotografici,1845-1950”, Roma, 1990, pp. 5-6) 

 


Il Museo dell’ICCD viene costituito nel 1996, ma l’idea originaria risale al 1986, quando, per la Settimana dei Beni Culturali, l’ICCD organizzò una piccola esposizione di macchine fotografiche antiche. 

 

In quell’occasione prese forma l’idea di un Museo che, accanto alla sezione espositiva permanente di strumentazioni dal sec. XIX al sec. XX,  si ponesse anche come un insieme organico di attività legate alla conservazione, alla fruizione e alla valorizzazione dei fondi fotografici storici dell’ICCD. 

 

Dieci anni dopo nasce quindi il MAFoS, il Museo Archivio di fotografia storica, luogo che riunisce in sé museo, archivio, biblioteca e centro di ricerca dedicati alla fotografia storica. 

 

Nel 2012, con la riorganizzazione dell’intera area fotografica dell’Iccd, la biblioteca e l’archivio dei fondi fotografici storici vengono scorporati dal Museo: il secondo viene unito fisicamente alle collezioni della Fototeca nazionale in un unico spazio di consultazione, al primo piano dell’istituto. 

 

Oggi il Museo si configura essenzialmente come esposizione permanente di macchine e strumenti fotografici databili da metà ‘800 a metà ‘900, alla quale sono state affiancate, con gli ultimi lavori del 2012, cinque sale per mostre temporanee di fotografia.