FAQ

Quali sono le caratteristiche del livello inventario, catalogo e precatalogo della scheda?

In tutti i modelli catalografici rilasciati dal nostro Istituto per svolgere attività di catalogazione, sono previsti dei campi definiti 'obbligatori assoluti' (indicati nella struttura dei dati), cioè campi che devono essere sempre presenti perchè la scheda sia considerata compilata in modo corretto (almeno dal punto di vista formale) e possa essere acquisita nel Catalogo nazionale dei beni culturali archeologici, architettonici, storico artistici ed etnoantropologici gestito dall'ICCD.
Ogni scheda rilasciata dall'ICCD contiene elementi (paragrafi, campi, sottocampi) obbligatori, la cui compilazione è ritenuta fondamentale per la conoscenza del bene. Altri elementi, invece, sono facoltativi e vengono compilati a discrezione dello studioso incaricato di schedare il bene o su richiesta specifica dell’ente che cura la campagna di catalogazione, in relazione alle diverse situazioni da documentare.

Nel caso in cui vengano compilati soltanto gli elementi obbligatori, la scheda si dirà di ‘livello di INVENTARIO’(abbreviato nella sigla I).
Nel caso in cui vengano compilati anche gli elementi facoltativi, la scheda si dirà, a seconda del grado di approfondimento della ricerca, di ‘livello di PRECATALOGO (P) ’ o di ‘livello di CATALOGO (C) ’.
Convenzionalmente, i tre 'livelli' di approfondimento vengono definiti come segue:


  • INVENTARIO 
livello minimo: insieme di informazioni essenziali per l’individuazione, la definizione, la localizzazione, la documentazione del bene; tali informazioni dipendono dalla tipologia di normativa e sono chiaramente evidenziate nel tracciato e nelle norme di compilazione;
  • PRECATALOGO
 livello medio: alle informazioni minime obbligatorie se ne aggiungono altre desumibili dall’osservazione diretta del bene e del suo contesto, con eventuali rimandi alla bibliografia essenziale;
  • CATALOGO
 livello alto: corrisponde ad una lettura analitica e ad uno studio più approfondito, che prevede anche ricerche bibliografiche e archivistiche: ovviamente l’impostazione e l’esito di un’indagine ‘di catalogo’ dipendono dalle caratteristiche intrinseche del bene e dalle sue potenzialità informative.

È possibile acquisire un software per la catalogazione da usare per laboratori didattici?

il software di catalogazione finora distribuito dall'Istituto (gratuitamente) è stato recentemente sostituito da una applicazione completamente web-oriented, per cui tutti i processi legati alla catalogazione stessa vengono gestiti ora via internet. Per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale, alla sezione SIGECweb: http://www.iccd.beniculturali.it/index.php?it/118/sistema-informativo-generale-del-catalogo-sigec. Si precisa che l'accesso a SiGECweb è destinato agli enti schedatori.

Per gli scopi didattici è possibile richiedere l’accesso alla piattaforma SIGEClab, destinata alla sperimentazione e alla formazione.

Qual è il formato di trasferimento da/per SiGECweb?

Il formato di trasferimento per le schede di catalogo in SiGECweb è ICCD92 o XML-standard. Le specifiche del formato ICCD92 sono disponibili sul nostro sito istituzionale alla pagina: http://www.iccd.beniculturali.it/index.php?it/115/standard-catalografici dove si può scaricare il documento "Normativa per il trasferimento dei dati". Per quanto riguarda il formato di trasferimento XML-standard, al momento il documento contenente le specifiche tecniche è in bozza e in attesa di pubblicazione.

Ulteriori specifiche richieste di approfondimento possono essere effettuate attraverso il servizio ICCD Risponde.